NO CARO PRESIDENTE, COSI’ NON VA BENE
Tante tasse, pochi tagli


Di Alesina e Giavazzi tratto da Corsera del 4 dicembre 2011,

Caro presidente,

Lei conosce perfettamente l’importanza storica per il nostro Paese e per l’Europa (oseremmo dire per il mondo intero) delle decisioni che il suo governo oggi assumerà. Dobbiamo confessarle, con tutto il rispetto per il compito difficilissimo che Lei sta svolgendo, che le indiscrezioni che leggiamo sui giornali ci preoccupano e speriamo davvero che Lei e il Suo governo le smentiscano con i fatti.

Quattro erano i punti che a noi parevano essenziali. Primo, per quanto riguarda i conti, ridurre le spese, più che aumentare le tasse. Secondo, preoccuparsi non tanto del saldo della manovra, ma della sua qualità, soprattutto guardando agli effetti sulla crescita. Terzo, dal punto di vista del metodo e del significato politico (anche questo importante) abbandonare la concertazione, perché comunque a quel tavolo non hanno accesso i giovani e chiunque non ha rappresentanza. Infine attaccare senza esitazioni i costi della politica e chiudere i mille canali che consentono di evadere le tasse. Insomma, dare un segnale netto.

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PADRI SEPARATI, I NUOVI POVERI VITTIME DI UNA LEGGE INCIVILE E INGIUSTA


Tratto da Corriere della Sera del 23 11 2011;

Francesco A. ha 47 anni, due figli, un lavoro come insegnante di latino e greco in un liceo romano. «E quando esco da scuola invece di andare a casa vado alla mensa di Sant’Egidio e mi metto in fila per un pasto, di nascosto », dice la sua voce incrinata, ma la dignità integra. Poi spiega: «A scuola non ho detto nulla. Neanche che una casa non ce l’ho più, che non me la posso più permettere una casa da quando mi sono separato in tribunale». Facile fare i conti: lo stipendio di Francesco è di 1630 euro, il giudice al momento della separazione ha deciso un assegno di mantenimento di 1250. La differenza fa: 380 euro. Non ci sta dentro un affitto. Non ci sta dentro nulla che permetta di vivere in maniera dignitosa.

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GOVERNO MONTI: IL FALLIMENTO DEI POLITICANTI, L’ESALTAZIONE DELLA POLITICA QUELLA VERA


Mi piacciono le imprese difficile, provo quindi a difendere la Politica come disciplina nobile e indispensabile. Certo lo spettacolo offerto dalla politica nostrana negli ultimi 20 anni è stato pietoso e soprattutto fallimentare. Difficile trovare esempi nel mondo occidentale di una simile vergogna. Paesi in difficoltà ve ne sono, ma tutti hanno una solidità delle loro istituzioni, del senso dello Stato, del decoro e della sobrietà. Noi abbiamo perso tutto questo. Per chi come me ama la Politica ascoltare l’intervento di Monti alle Camere è un atto di riconciliazione.

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NON VOTERO’ MAI UN BILANCIO CON NUOVE TASSE: MEGLIO VENDERE IL PATRIMONIO COMUNALE OPPURE RIDURRE LA SPESA DISCREZIONALE


Tratto da Trentino del 31 ottobre 2011

Dario Maestranzi (Leali), già duramente contrario all’addizionale Irpef, non si smuove: «Non voterò mai un bilancio con nuove tasse in una Provincia ricca come la nostra che dovrebbe assicurare ai Comuni i trasferimenti necessari. Ma la linea della giunta è di continuare a spendere, invece di tagliare come si fa nel privato. Io non la condivido»

NUOVE TASSE IN ARRIVO A TRENTO


Tratto dal Trentino del 30 ottobre 2011

Archiviata l’addizionale Irpef dopo il «niet» della Provincia, e con in mano finalmente i dati sul patto di stabilità, il Comune di Trento prova a far quadrare il bilancio, tra tagli alla spesa, ritocchi alle tariffe e - probabile - una nuova imposta sui servizi che assomiglia all’Ici. È questa l’ipotesi al vaglio per far tornare i conti. Domani il confronto decisivo in giunta.
«Senza un intervento sul patrimonio o sul reddito oggi il bilancio non si chiude», spiegano a Palazzo Thun.
La leva fiscale. L’intervento sul reddito è l’addizionale Irpef, strumento che l’amministrazione ha studiato per mesi: 3 milioni e mezzo di gettito stimato e applicazione graduale per pesare sui redditi medio-alti. Lo stop politico imposto dalla Provincia, che vuole tenere per sé la leva Irpef, ha costretto il Comune a cambiare rotta.

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IL VATICANO E’ IL PRIMO EVASORE ITALIANO: ECCO LE PROVE


PRIVILEGI FISCALI AL VATICANO: LE ATTIVITA’ COMMERCIALI DELLA CHIESA NON PAGANO L’ICI


vaticano_piovra.jpegda Radicali.it

Dopo la breccia di Porta Pia, bisogna fare una “breccia fiscale” negli enti ecclesiastici che mascherano vere e proprie attività commerciali dietro la fede e il culto. È questo l’obbiettivo dei radicali che promuoveranno prossimamente iniziative nella Capitale.

La battaglia del Partito radicale contro i “privilegi fiscali” del Vaticano sta proseguendo in Parlamento dove sono stati nell’incontro con la stampa sono stati presentati due video

Staderini si è presentato sotto mentite spoglie in una casa del clero di Milano, nei pressi del teatro della Scala, alla cui reception ha chiesto una stanza per motivi di lavoro: gli è stata assegnata immediatamente per la somma di 50 euro a notte. Identico il risultato in una casa per studenti dove una stanza viene affittata per 45 euro.

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Il mio impegno per Trento
e per il Trentino

Lo sviluppo economico, civile e sociale della nostra società è una sfida che riguarda le nuove generazioni e tutte le persone di qualsiasi età dotate di mentalità aperta e innovatrice. Io tento di fare la mia parte dedicando una porzione importante della mia vita alla politica, con sacrificio, con serietà, con passione ma soprattutto con molto impegno. Questo blog nasce sia come diario di bordo dei miei pensieri, dei miei progetti e di tutta la mia attività politica, sia come filo diretto di discussione, di approfondimento, di critica con chi condivide il mio impegno e il mio percorso.

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