ICEF SI CAMBIA, FINALMENTE AIUTI ALLE MAMME LAVORATRICI
Da anni segnalavo questo “paradosso”
Finalmente se ne sono accorti. Con il vecchio icef (l’indicatore utilizzato dalla Provincia autonoma per valutare la condizione economica di chi richiede agevolazioni per l’utilizzo di servizi pubblici) una donna (soprattutto) non aveva incentivi e convenienza a lavorare, poichè con il secondo stipendio (sempre di più una necessità) il reddito familiare saliva e l’accesso e i costi dei servizi (esempio gli asili nido) diminuivano e aumentavano rispettivamente.Quindi si creava il paradosso che se una donna non lavorava aveva più possibilità di trovare posto ad esempio all’asilo nido. Avevo sollevato, inascoltato, la questione più volte. È una disciplina in continua evoluzione quella che regolamenta l’ Icef, e l’ultima modifica è stata approvata giovedì scorso dalla giunta provinciale sulla base di un protocollo di intesa siglato con i sindacati. La novità più importante riguarda appunto le mamme lavoratrici per le quali sono state approvate nuove deduzioni. In aggiunta ai 2.500 euro di reddito da lavoro dipendente che già oggi non vengono calcolati ai fini Icef per le famiglie in cui entrambi i genitori lavorano, dal prossimo 1 luglio verrà introdotta una nuova deduzione di 1.000 euro per ogni donna che, all’interno di un nucleo familiare costituito da almeno due componenti, abbia svolto un’attività lavorativa. In questo modo da una parte per le coppie la deduzione sarà di 3.500 euro, cui possono essere aggiunti altri 2.500 euro (al massimo) per i lavoratori dipendenti (1.250 euro al massimo per gli autonomi), dall’altra anche le donne sole con figli potranno usufruire dello «sconto».



