RIUNIAMO I LIBERALDEMOCRATICI A TRENTO
In Europa i liberali sono il terzo partito


leali1.jpgdi Mattia Frizzera tratto da L’Adige del 23 novembre 2008

I Leali vogliono sintonizzare la politica trentina sulle frequenze di quella europea, creando un’aggregazione dei partiti che si sentono parte della tradizione liberaldemocratica, terza dopo quella popolare e quella socialista a livello continentale. Per le prossime elezioni comunali l’obiettivo è quello di trovare un accordo con l’Italia dei Valori, sulla base di idee laiche e riformiste, cercando anche un dialogo con i Socialisti. «Nel consiglio provinciale l’area laica è rappresentata dal solo Bruno Firmani (Italia dei Valori) - spiega Dario Maestranzi, consigliere comunale dei Leali a Trento - mentre sono tante le forze “controriformiste”. La nostra deve essere una proposta elettorale ben riconoscibile, con una semplificazione del panorama politico». I Leali premono quindi per presentare un candidato liberaldemocratico per le primarie all’interno del centrosinistra. «Noi raccordiamo - prosegue Maestranzi - le libertà economiche, mal interpretate dal centrodestra, con quelle civili, mal interpretate dal centrosinistra». Il partito vuole affrontare la prossima sfida elettorale con un nuovo coordinatore cittadino, Filippo Degasperi, attorno al quale opererà un direttivo di 11 membri: i consiglieri comunali Dario Maestranzi ed Antonio Divan, Michele Mazzurana, Petra Ragona, Serena Torboli, Barbara Sforzellini, Arianna Giovanazzi, Ezio Dalsass, Antonio Bozza, Roberta Pedrotti, Antonio Virdia, Massimo Corradini. Alessandro Pietracci (Sdi) è intervenuto al congresso cittadino sottolineando come «i Leali fossero convinti di poter essere autosufficienti, commettendo lo stesso errore dei Socialisti nel 2003 ed uscendo dalle urne con un risultato deludente. Forse è bene che ragioniamo per compiere un lavoro comune». L’obiettivo per le comunali è quello di raggiungere il 5%, ma trovare un’intesa con i Socialisti non sarà così facile, visto che anche Firmani ricorda come «era Craxi che si definiva riformista, io non mi ritrovo in quel pensiero». L’assessore uscente Marco Benedetti ammette come una politica liberaldemocratica vada forse un po’ al di là di ciò a cui sono abituati i trentini. «La polarizzazione del voto ci preoccupa; le comunali di Trento ci faranno capire se c’è speranza di portare avanti queste politiche». M.Fri.

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